L’arbitrio non ha posto in uno Stato di diritto
Dopo la sentenza del Tribunale federale amministrativo concernente l’accordo illegale di assistenza amministrativa fra la Svizzera e gli Stati uniti, non mancano le proposte sul modo con cui il Consiglio federale dovrebbe risolvere questo problema. Ma il primo che dovrebbe reagire, il governo, tace ostinatamente. Per l’UDC, le proposte che mirano a legalizzare un’azione illegale modificando a posteriori il diritto in vigore sono inaccettabili. Si cadrebbe così nell’arbitrio, un atteggiamento intollerabile per lo Stato di diritto.
Per certi ambienti, la soluzione del problema posto dalla sentenza del Tribunale federale amministrativo è semplice: il Consiglio federale e il Parlamento devono solo adattare il diritto in vigore dando una base legale sufficiente al contratto illecito elvetico-americano con il quale la Svizzera accetta di trasmettere dei dati confidenziali a Washington. Questa procedura è inaccettabile per delle ragioni di principio. Uno Stato che corregge dei giudizi dei tribunali tramite il diritto d’urgenza è uno Stato arbitrario della peggior specie. Delle dichiarazioni come quella del presidente del PLR, che pretende di fatto che il fine giustifica i mezzi – dunque che il Consiglio federale abbia agito bene l’estate scorsa, violando la legge – testimonia di un disprezzo inquietante della politica nei confronti del nostro Stato di diritto.
Una serie di efficacemente di errori
Ma c’è un’altra negligenza del Consiglio federale e del Parlamento che potrebbe costarci cara nella situazione attuale: la politica ha mancato l’occasione del quasi-fallimento di una grande banca per risolvere il problema del rischio enorme che questi istituti costituiscono in periodo di crisi per l’economia nazionale. Questo acuto problema attende sempre una soluzione, mentre che non soltanto l’UDC, ma anche la Banca nazionale, hanno a più riprese reclamato delle misure efficaci e fatto delle proposte in questo senso. La Confederazione dovrà ancora una volta togliere le castagne dal fuoco per l’UBS. Nel caso attuale, i gonzi non sarebbero più solamente i clienti delle banche, i cui diritti sono traditi e venduti da un Consiglio federale che sta liquidando progressivamente il segreto bancario, ma tutte le cittadine e tutti i cittadini che vedono il loro governo smantellare lo Stato di diritto e nuocere gravemente agli interessi del paese.
Martin Baltisser, Segretario generale UDC Svizzera




