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Rinvio della sostituzione parziale dei Tiger: spiacevole, ma comprensibile  • L'UDC è dispiaciuta che il Consiglio federale sia stato costretto a rinviare la sostituzione parziale degli aerei da combattimento Tiger. Questa decisione è la conseguenza di sconsiderat.. Continua
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Immigrazione: continua la tattica di dissimulazione dell’autorità  • L'Ufficio federale di statistica ha pubblicato oggi le cifre definitive sull’immigrazione nel 2009. Il modo con cui queste informazioni sono state comunicate è ancora una volta scandaloso.. Continua
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Caro Cantone Ticino, chi dorme non piglia pesci…  • Lo scorso 18 luglio sul Corriere della Sera è apparso un articolo curioso, inerente l’assemblea nazionale di piccoli imprenditori italiani svoltasi a Busto Arsizio (Varese). In sala, tra.. Continua
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Bellinzona sotto assedio - una città a misura di funzionario e di poliziotto

I bellinzonesi stanno vivendo, ahinoi, una forma perniciosa e ricorrente di incubo legato ai posteggi. Una trappola iniqua e vessatoria che sistematicamente alimenta la copiosa “mungitura” degli automobilisti intrappolati dalla mancanza di posteggi e che si vedono recapitare multe a raffica per ogni piccolissima sbavatura nei confronti dei limiti ossessivamente restrittivi legato a questo annoso problema. Questo avviene non per diletto di automobilisti irresponsabili ma a scapito di cittadini impegnati nel loro quotidiano lavoro e che devono loro malgrado far ricorso a quei pochi spazi a tal fine ancora rimasti liberi. Purtroppo l’intransigenza e la mancanza di buon senso da parte delle autorità comunali ha portato a questa forma di persecuzione assurda del cittadino. È mai possibile che il buon senso non riesca ancora ad attecchire nell’amministrazione comunale? Vogliamo cioè una città senza vetture e senza parcheggi (questo, peraltro, è già una realtà) ma, soprattutto, senza più i vitali scambi professionali, commerciali, turistici e sociali di ogni città che ambisca a diventare tale? Si potrebbe pretendere, per una volta almeno, che i nostri rappresentanti vadano oltre una visione pesantemente statica e asfittica riguardo la nostra comunità e, magari, ripensare anche la pianificazione degli spazi vitali e necessari ad una operosa vita comunitaria quotidiana e non solo puntare a quello che pomposamente viene rubricato come arredo urbano? Ripensando alle vere questioni di sicurezza stradale e di ordine sociale che il nostro paese sta drammaticamente vivendo, ebbene, non è certo di questa temperie sociale vagamente orwelliana quello di cui abbiamo bisogno. Dove pensa infatti di andare, la città, in futuro, con questo fardello di pregiudizi, paraocchi, balzelli e rigidità mentali sulle spalle?


Dr. med. Orlando Del Don, Presidente distretto UDC Bellinzona