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Abbandono della doppia incriminazione: fuori questione per l’UDC

Un dibattito importante si aprirà prossimamente nel quadro dell’esame parlamentare dei nuovi accordi di doppia imposizione negoziati con diversi paesi. Si tratterà infatti dello Stato di diritto in generale e del segreto bancario in particolare. Per l’UDC è fuori questione che la Svizzera abbandoni il principio fondamentale della doppia incriminazione. In conseguenza dell’atteggiamento di certi paesi di fronte al furto di dati bancari, è poi indispensabile aggiungere agli accordi di doppia imposizione una clausola che vieti il ricorso a delle informazioni bancarie acquisite illegalmente per risolvere degli affari fiscali internazionali.

L’UDC esigerà sistematicamente il rispetto delle regole dello Stato di diritto nell’imminente dibattito parlamentare sugli accordi di doppia imposizione. Essa non approverà alcun accordo che metta a rischio il segreto a tutela dei clienti delle banche o il principio della doppia incriminazione in virtù del quale la Svizzera può accordare un’assistenza amministrativa o giudiziaria internazionale solo se il reato ipotizzato è perseguibile sia nel paese richiedente che secondo il diritto elvetico. La distinzione fra frode fiscale ed evasione fiscale deve essere mantenuta. L’UDC proporrà perciò di non entrare in materia sugli accordi che non rispettano questo principio.

Accordi di doppia imposizione : da respingere con il mandato di completarli

L’UDC inviterà il Parlamento a ritornare al Consiglio federale i nuovi accordi di doppia imposizione negoziati con diversi Stati. Il governo deve essere incaricato di aggiungere una clausola che vieti ai paesi firmatari di utilizzare, negli affari e procedure fiscali internazionali, delle informazioni bancarie ottenute direttamente o indirettamente mediante procedure illegali. Il gruppo parlamentare UDC depositerà anche degli interventi parlamentari esigenti che questa regola sia integrata in tutti i futuri accordi di doppia imposizione. Per l’UDC non è sufficiente iscrivere questo principio nelle disposizioni esecutive relative a questi accordi o di enunciarlo in una nota d’accompagnamento.

Fermezza nei confronti della Germania

L’UDC chiede anche che i negoziati in vista di un accordo di doppia imposizione con la Germania siano sospesi. Innanzitutto bisogna risolvere la faccenda del furto dei dati bancari. Questo delitto non può rimanere senza conseguenze : qualcuno ha rubato dei dati, lo Stato tedesco ha accettato il prodotto di questo furto e le banche non hanno verosimilmente rispettato il loro dovere di diligenza. La giustizia deve far luce su questa faccenda.

Il Consiglio federale deve finalmente dotarsi di una strategia

L’UDC chiede pure al Consiglio federale di stabilire finalmente una strategia per rispondere ai costanti attacchi condotti dall’estero contro la piazza finanziaria svizzera. Bisogna in ogni caso evitare di buttare il bambino assieme all’acqua sporca. In altre parole, è fuori questione di abbandonare il segreto bancario o d’instaurare un regime di scambio automatico di informazioni, e la cosiddetta strategia del “denaro pulito” appare per il momento piuttosto vaga. Tocca in primo luogo alle banche vegliare a che non si accetti del denaro che non è stato dichiarato al fisco. L’UDC s’aspetta anche, dal Consiglio federale, che la smetta di cedere alla minima pressione straniera. È evidente che la maggior parte degli attacchi condotti dall’estero contro la Svizzera servono innanzitutto a tutelare le piazze finanziarie dei paesi aggressori o a sviare l’attenzione dai problemi finanziari che questi governi hanno loro stessi causato.

 

Martin Baltisser, segretario generale UDC Svizzera